Sodalitium 77 – Numero Speciale. NOVITA’

Sodalitium n° 77 – Luglio 2026

Editoriale

Il numero 77 di Sodalitium era già in cantiere, con numerosi studi, articoli e recensioni, ed una attenzione particolare alla grave minaccia per la presenza cristiana in Terra Santa e nel vicino Oriente, quando ci siamo trovati di fronte alla necessità di pubblicare quanto prima due brevi documenti sull’attualità della Chiesa e del cosiddetto mondo tradizionale, e insieme ad un voluminoso studio di don Coradello sulla confessione sacramentale. Abbiamo così preferito rinviare a dopo l’estate il numero ‘ordinario’ della rivista, che diventerà quindi il n. 78, e pubblicare prima questo numero ‘speciale’.

Per quanto riguarda l’attualità, pubblichiamo una breve dichiarazione del nostro Istituto su due “annunci imprudenti” riguardanti per l’appunto la Chiesa e il mondo “tradizionalista”: l’annuncio delle nuove consacrazioni episcopali in seno alla Fraternità San Pio X il 1 luglio 2026, e una breve analisi della “professione di Fede” del 24 giugno della stessa Fraternità (cosa già in sé un po’ anomala in quanto le professioni di Fede, generalmente, sono redatte dalla Chiesa affinché fedeli e istituti religiosi vi aderiscano). L’altro annuncio preso in esame, e che speriamo resti nel mondo delle idee, è quello della ventilata convocazione di un “Concilio generale imperfetto” da parte di alcuni vescovi “conclavisti” in vista dell’elezione di un (anti)papa. L’opinione dell’Istituto – sia su delle consacrazioni una cum, sia su dei bizzarri conclavi è ben nota, ma valeva la pena di ricordarla e ribadirla.

Lo studio su di un aspetto particolare del sacramento di Penitenza, diventava sempre più opportuno col passare del tempo. Dopo il Vaticano II e la riforma liturgica, infatti, i cattolici fedeli alla Tradizione e refrattari al modernismo reagirono, per così dire, il più delle volte spontaneamente, continuando semplicemente a “fare come prima”. L’attenzione era soprattutto concentrata sul nuovo rito della Messa, mentre per i sacramenti – specie quello che con l’Eucarestia accompagna continuamente la vita del fedele, ovvero la ‘confessione’ – i sacerdoti, all’inizio, continuarono a far uso dei poteri che già possedevano prima del Concilio. Solo poco a poco alcuni, a causa della loro fedeltà alla sana dottrina, si trovarono in difficoltà, ed altri, nuovamente ordinati senza lettere dimissorie, si trovavano apparentemente senza le dovute facoltà. Due infatti sono i sacramenti i quali hanno bisogno di debite facoltà per essere amministrati validamente (e non solo lecitamente): il Matrimonio e la Penitenza. Per il caso del Matrimonio, però, la Chiesa, con il codice di diritto canonico, aveva sufficientemente previsto i casi eccezionali nei quali, anche senza la forma canonica, il Matrimonio sarebbe stato valido. Per la Penitenza invece, i casi previsti (errore comune, pericolo di morte, ecc.) non erano sufficienti a coprire tutte le situazioni che si presentano in un normale ministero se non interpretando in maniera larghissima i casi previsti dal diritto. Questa difficoltà (che colpiva indistintamente tutti i sacerdoti “tradizionalisti” tranne quelli che – con l’istituzione della commissione Ecclesia Dei – avendo accettato il Vaticano II erano stati “regolarizzati”, e anche gli stessi ‘lefebvriani’ dopo l’‘Anno Santo’ per gentile concessione di “papa Bergoglio”! Durerà il privilegio dopo la nuova “scomunica”?). Si è dovuto quindi incominciare a studiare in virtù di quali principi le confessioni amministrate nella “Tradizione” erano valide e lecite. Questa, l’occasione del dibattito, accompagnata p oi da un’altra occasione: difendere o negare un argomento portato avanti da don Tranquillo (sacerdote ora uscito dalla Fraternità per ignoti motivi) per criticare chi non era in comunione con Bergoglio, e secondo cui dal solo Bergoglio avrebbe potuto venire la giurisdizione necessaria per confessare.

Già da tempo, mons. Guérard des Lauriers o.p. aveva messo a punto una sua riflessione teologica su questo delicato problema (che può inquietare le coscienze di tanti fedeli), per cui, egli aveva come suo solito studiato in profondità anche questo dato della nostra Fede. Sodalitium ha preso le mosse dalle considerazioni del teologo domenicano per proporre al pubblico, specialmente ai sacerdoti, uno studio approfondito sul Potere delle Chiavi che riceviamo nella stessa ordinazione sacerdotale. Speriamo così di dare un valido contributo alla teologia sacramentale, al di là dei motivi occasionali che possono aver suscitato l’interesse sulla questione.