Un astrologo per Radio Spada

RADIO SPADA INIZIA I LETTORI ALL’ASTROLOGIA E ALLA TEOSOFIA, E LA COSA PASSA INOSSERVATA. PERCHE’ NON SONO PER NIENTE TRANQUILLO.

Il 26 giugno 2017 avevo scritto un breve articolo (Un astrologo per Radio Spada) riguardante un autore di questa casa editrice, Alessandro Guzzi, e la sua operaTrasformazione del Male, edita appunto da Radio Spada. Il mio articolo non fu poi pubblicato da Sodalitiumper ragioni di opportunità. Mi vedo ora costretto a cambiare parere, e metterlo a conoscenza dei nostri lettori, in seguito alla pubblicazione da parte di Radio Spada di un lungo studio di Alessandro Guzzi intitolato Astrologia: il ‘disturbo bipolare’ dei cattolici. Il saggio astrologico di Guzzi, ci avverte un’introduzione radiospadista scritta da Piergiorgio Seveso e pubblicata da ‘Jeanne d’Arc’ (pare che si tratti di Ilaria Pisa Giacobazzi) il 7 aprile 2018, è datato novembre-dicembre 2017, e “va ad integrare alcuni punti del suo bellissimo saggio Trasformazione del Male(edizioni Radio Spada 2017)”. L’introduzione dell’attuale “Presidente di Radio Spada” (si quid est) porta come titolo roboante: ESCLUSIVO: Astrologia, una questione controversa (link per il download). Una questione controversa, l’Astrologia? Non per i cattolici, e Radio Spada lo sa, giacché scrive: “E pur nel pieno ossequio alle decisioni disciplinari prese dalla Chiesa, autoritatevolmente intesa, in materia, non abbiamo voluto privarne i nostri lettori (della lettura del saggio di Guzzi, cioè, “stimolo vivo e interessante sul piano più alto dell’analisi storica e del dibattito su questo controverso tema di storia della Chiesa”) “consapevoli che vi possano essere analisi opposte e divergenti sul medesimo tema”. Seveso non ignora quindi che la Chiesa si è pronunciata sull’Astrologia (solo inganna i lettori presentando queste decisioni come puramente disciplinari). Dichiara il proprio ossequio a queste decisioni della Chiesa. Dopo di che sostiene “che vi possono essere analisi opposte e divergenti”, a quelle della Chiesa. Per concludere quindi che la questione è “controversa”. E pertanto, invece di presentare ai lettori di Radio Spada, che so: una traduzione della Bolla di Papa Sisto V Coeli et terrae Creator (5 gennaio 1586) di solenne condanna dell’Astrologia, ecco che pubblica un saggio di 26 pagine dell’autore di Radio Spada, Alessandro Guzzi, nel quale si difende l’Astrologia e non solo, anche la Teosofia.

Esaminiamo pertanto brevemente lo scritto di Alessandro Guzzi, che l’autore include – risum teneatis – tra i suoi “SCRITTI MISTICI”. Fin dalla prima battuta, dichiara l’oggetto del suo studio: “i difficili rapporti tra Chiesa cattolica ed Astrologia” (pag. 1). Siccome l’Autore è un “Tradizionalista” (frequenta il Priorato di Albano della Fraternità San Pio X ed è stimato da don Mauro Tranquillo) egli rifiuta, a ragione, il “magistero” conciliare, e conseguentemente anche il nuovo “Catechismo della Chiesa Cattolica” (pp. 1-2). Si sente pertanto autorizzato a condannare come errato quanto detto dal Catechismo al n. 2116: “Tutte le forme di divinazione sono da respingere: ricorso a Satana o ai demoni, evocazione dei morti o altre pratiche che a torto si ritiene che “svelino” l’avvenire [Cf Dt 18,10; Ger 29,8 ]. La consultazione degli oroscopi, l’astrologia, la chiromanzia, l’interpretazione dei presagi e delle sorti, i fenomeni di veggenza, il ricorso ai medium occultano una volontà di dominio sul tempo, sulla storia ed infine sugli uomini ed insieme un desiderio di rendersi propizie le potenze nascoste. Sono in contraddizione con l’onore e il rispetto, congiunto a timore amante, che dobbiamo a Dio solo. ». In questo numero, e nel successivo n. 2217, l’autore riconosce: il vero volto molto intollerante e poco inclusivo della chiesa post-conciliare, in un’opera repressiva che contrasta con quanto leggevamo nella Dichiarazione conciliare Nostra Aetate, che avrebbe dovuto siglare un nuovo atteggiamento della chiesa nei confronti dei non-Cristiani:«La Chiesa cattolica nulla rigetta di quanto è vero e santo in queste religioni [induismo, buddismo ecc]. Essa considera con sincero rispetto quei modi di agire e di vivere, quei precetti e quelle dottrine che, quantunque in molti punti differiscano da quanto essa stessa crede e propone, tuttavia non raramente riflettono un raggio di quella verità che illumina tutti gli uomini.»

Liquidata quindi la “chiesa conciliare” anche quando essa insegna ancora la Verità, Guzzi può permettersi di introdurre il lettore all’Astrologia (p. 5 ss), praticata da un supposto, inesistente “Astrologo cristiano”. Ma come pretendersi Astrologo cristiano se la Chiesa condanna l’Astrologia? A partire da pag. 8 Guzzi prepara i suoi sofismi, avallati da Seveso e Radio Spada: la questione è controversa, i “rapporti sono contraddittori, ambivalenti, di odio-amore”: vi furono tempi nei quali la Chiesa “apprezzò e approvò l’Astrologia” e tempi “in cui la contrastò e la combattè” (pag. 8). Per un lefebvriano non è un grosso problema credere in una Chiesa che si contraddice! Per Guzzi la Chiesa è “divenuta più dura, più intransigente ma anche più tirannica quando ha attraversato i suoi momenti peggiori” come durante la reazione alla riforma protestante, col Concilio di Trento, e adesso col Vaticano II (pag. 8). Preso atto che il Concilio di Trento e la Chiesa sono stati tirannici, vediamo quando invece la Chiesa non lo fu. Ed arriviamo al Rinascimento e ai suoi Pontefici, tanto cari infatti anche a Baron Corvo, a Piergiorgio Seveso e a don Tranquillo. Le autorità citate da Guzzi in favore dell’Astrologia sono Papa Sisto IV, Papa Giulio II, Papa Leone X, Papa Adriano VI (“maestro di Erasmo da Rotterdam) e Papa Paolo III (pp. 8 e 9).

Dato e non concesso che questi papi abbiano effettivamente dato un qualche credito all’Astrologia, constato che Guzzi non è capace di presentare un solo documento (disciplinare o dottrinale) di questi Papi in favore dell’Astrologia: se favore vi fu, si trattò di debolezza del tutto personale del Papa in quanto persona privata, e non certo del Papa in quanto governava e insegnava la Chiesa. Si può senz’altro deplorare il clima rinascimentale che tanto danno fece alla Chiesa (clima che invece è tanto in auge dalle parti di Radio Spada) senza ammettere errori dottrinali che non ci furono. A Guzzi invece non sembra piacere il Concilio di Trento ed il clima che ne seguì: “Una conseguenza tra le più dure e severe del Concilio di Trento fu la Bolla di Papa Sisto V (1521-1590): Coeli et Terrae Creator del 1586. Il Papa, dopo aver dichiarato che: 

«[Dio] riserbò a sé solo la scienza delle cose c’hanno a venire e la cognizione delle future.»
nel successivo passaggio dichiara la condanna assoluta di qualunque sistema previsionale:
«Per antivedere i futuri avvenimenti e futuri casi eccettuando quelli che da le cause naturali necessariamente o per il più sogliono nascere, quali non appartengono alla divinazione non si hanno alcune arti o scienze; ma solo fallaci e vane, per astutia d’uomini scelerati et fraudi de’ Demoni introdotte.»
Per Sisto V il rischio è che questi astrologi e matematici :
«…temerariamente presumono di antivedere, giudicare ed affermare dello stato di ciascun uomo, condizione, corso di vita, onori, ricchezze, prole, salute, morte, viaggi, combattimenti, inimicizie, carceri, occisioni, vari pericoli, ed altri casi ed eventi prosperi ed avversi, non senza gran pericolo d’errore ed infedeltà.»
Sisto forse tralascia di dire che gran parte dei suoi predecessori, che a differenza di lui avevano avuto fede nella scienza degli astri, ad essa si rivolgevano proprio per le ragioni che egli depreca, ed infatti sarebbe stato fuori luogo, nel caso di questa bolla come di prassi dei Pontefici, invocare a sostegno delle tesi esposte, il parere concorde dei predecessori…
Ma Sisto V va ancora oltre, ed arriva ad affermare che:
«…né l’uomo è stato fatto [da Dio] a servigio delle stelle, ma le stelle a servigio dell’uomo. E se si dicesse che la stella fosse destino fatale per l’uomo, si direbbe ancora che l’uomo soggiace a’ suoi ministerii.»

Guzzi commenta: “Qui Sisto sbaglia del tutto…”(pag. 11). A questo punto è venuta l’ora di introdurre il lettore all’”Astrologia esoterica” di Alan Leo, il “famoso astrologo inglese della fine del XIX secolo”: “quello che fu sostanzialmente affermato dalla cosiddetta Astrologia Esoterica, che intrisa di dottrine orientali, ebbe un ruolo fondamentale soprattutto in Inghilterra dalla fine dell’800” è in fondo – per Guzzi – equivalente a quello che ancor meglio hanno sostenuto San Tommaso o l’astrologo ‘cristiano’, il vescovo Luca Gaurico (p. 11), il cui Tractatus Astrologicus fu messo all’Indice dei Libri proibiti da Paolo IV . Guzzi però si guarda bene dal dire che Alan Leo, il suo astrologo preferito. era membro della diabolica Società Teosofica di Madame Blavatski e Annie Besant!

Tornando alla questione della Chiesa, Guzzi conclude:
“A conclusione di questo studio, del tutto insufficiente rispetto ad una materia tanto vasta, vorrei citare la Costituzione di Urbano VIII (1568-1644) Inscrutabilis Judiciorum Dei Altitudo promulgata il 1 Aprile 1631. Il documento si può considerare la prosecuzione, ma anche un ulteriore irrigidimento rispetto alla severità intransigente della Coeli et Terrae Creator di Sisto V, infatti in esso sono previste pene severissime per chi esercitasse la professione di astrologo, vaticinatore, aruspice ecc, dalla scomunica ipso facto, alla degradazione dalle cariche pubbliche, alla perdita di tutti i beni, fino alla pena di morte nel caso in cui le previsioni riguardassero lo Stato, il Papa o i suoi consanguinei fino al terzo grado (…)

In effetti Urbano non mette in discussione il fatto che gli astrologi siano credibili e non afferma che la loro scienza sia solo raggiro: anzi quelli che dicono il vero, sono ancor più da evitare in quanto in combutta coi demoni. Tutto è da condannare.

Viene fatta salva invece, come per Sisto V, quella che viene definita Astrologia Naturale o Astronomia, quella scienza moderna cioè che, paradossi delle cose, si sarebbe dimostrata nel tempo nemica molto più pericolosa e radicale della fede di quanto l’Astrologia non fosse mai stata, essendo riuscita a spezzare l’unione interiore dell’uomo con la creazione” (p. 12). Guzzi pensa però di dimostrare che la questione è dibattuta poiché lo stesso Urbano VIII avrebbe, in privato, praticato l’Astrologia e la Magia, con l’aiuto del famoso frate Tommaso Campanella (pp. 12-13) (più volte processato e incarcerato dal S. Uffizio e, aggiungo io, buon amico dei Rosa-Croce). Questi fatti autorizzano Guzzi a parlare di un “andamento contraddittorio e zigzagante della Chiesa nei confronti della scienza degli astri” (pag. 13) mentre in realtà la Chiesa, nei suoi documenti ufficiali, al seguito della Scrittura e dei Padri della Chiesa (si legga ad esempio Sant’Agostino contro i Priscillanisti) è sempre CONTRO l’Astrologia, e l’atteggiamento contrario si può attribuire solamente alla vita privata come persone private di alcuni prelati o persino Papi. Invece, per Guzzi i peccati personali di alcuni Papi dievntano “tradizione della Chiesa” mentre il Magistero della Chiesa, vincolante per il cattolico, può essere tranquillamente (è il caso di dirlo) rigettato: “Per quanto riguarda le “bolle” o i “catechismi” ostili, repressivi, censori, si tratta di prese di posizione alternanti in contrasto con secoli di Tradizione della Chiesa, e sono dunque di facciata, momentanee, motivate da ragioni politiche, o personali, o di convenienza d’altra natura, che andrebbero considerate con distacco, e che non enunciano nulla di spirituale, nulla che riguardi Dio e ciò che gli uomini dovrebbero credere o fare per restare nel dominio del bene” (p. 14). Le pagine seguenti (pp. 15-25) contengono fotografie e scritti fuori tema contro i modernisti, “i froci e le lesbiche”, per concludere a pag. 26 con una poesia di Georg Trakl (1887-1914), incestuoso (con la sorella), tossicomane, alcolista, morto per overdose di cocaina, nume tutelare di Alessandro Guzzi.

Conclusione
Se non lo avessi letto coi miei occhi, non avrei mai creduto che in sito cattolico fosse possibile una così sfacciata difesa dell’Astrologia e persino di un Teosofo, con correlative ingiurie alla Chiesa e al suo Magistero. Ancor meno comprendo come la pubblicazione di Radio Spada non abbia suscitato scandalo e reazioni proporzionate, ma sia passata inosservata. Nessuno ha gli occhi per vedere? Tutti complici? Sodalitiumno. Ed ecco a voi l’articolo che avevo preparato nel giugno 2017.

Un astrologo per Radio Spada (articolo del 26 giugno 2017)
La nostra segnalazione sull’esoterismo di Maurizio Blondet (Uno gnostico a Reggionell’Emilia) ha irritato non poco gli ambienti di Radio Spada. Ma se, come si dice, peccare è umano, perseverare è diabolico.
http://www.sodalitium.biz/uno-gnostico-reggio-emilia-laldila-secondo-maurizio-blondet/

Recentemente, la casa editrice Radio Spada ha pubblicato nella collana ‘La spada dell’Arcangelo’, il libro di Alessandro Guzzi, ‘Trasformazione del Male’: potete leggerne la presentazione che ne fa la stessa casa editrice qui:
http://www.edizioniradiospada.com/component/virtuemart/ecommerce/trasformazione-del-male-detail.html?Itemid=0

A una prima lettura, come non condividere, e come non sostenere un libro che si vuole contro ‘la massoneria, il Nuovo Ordine Mondiale, gli Illuminati’ ? (sempre che questi ultimi esistano ancora). Fatto sta che una recensione favorevole a un’opera precedente di Alessandro Guzzi, ‘Il Regno dell’Anticristo e altri scritti’, apparve già su Radio Spada il 20 agosto 2014, attirando la mia attenzione. Dopo aver elogiato e raccomandato il libro affascinante, il recensore si permetteva però una critica per una ‘lieve mancanza’:

Se si può presentare una critica al libro di Guzzi, è quella inerente una lieve mancanza di chiarezza sul concetto di tradizione, che non spaventa gli “addetti ai lavori”, che sanno come muoversi agilmente fra le pagine di questo affascinante libro, ma che potrebbe destare qualche dubbio nei neofiti. Georg Trakl e Rene Guenon, ad esempio, hanno afferrato appieno il concetto di “tradizione”, lo hanno dissezionato in tutte le sue componenti metafisiche, esoteriche, simboliche, mitologiche, ma ciò è sufficiente ad arruolarli nel combattimento contro la dissoluzione e contro l’Anticristo? Tutt’altro. In fondo anche l’Anticristo è tradizionale. La lettura di quest’affascinante opera dunque, può e deve essere completata da una lucida e serena riflessione su come l’amore per i simboli, i gesti, l’immaginario caro alla Tradizione non è altro che la forma più immediatamente percepibile dell’amore per la disciplina, l’ordine, l’armonia che Dio ha infuso alla materia, al creato e alla nostra anima: “Tutto hai creato con misura, numero e peso”. Che è poi il miglior antidoto per l’Anticristo.

Sarò un ‘neofito’ e non un ‘addetto ai lavori’, ma uno che arruola Guénon e Trakl mi puzzava d’inferno. Per cui andai a visitare la pagina internet di Alessandro Guzzi, non solo scrittore, ma anche e soprattutto pittore (non molto casto) che potete trovare a questi indirizzi per quel che riguarda la sua biografia: www.alessandroguzzi.com#12F9E0A e i personaggi verso i quali si sente intellettualmente debitore: www.alessandroguzzi.com#12F9EF2.

Dalla biografia apprendiamo – tra l’altro – quanto segue:
“Per molti anni Alessandro Guzzi si è occupato di astrologia, intesa come un raffinato sistema di interpretazione della realtà. Negli anni 90 ha pubblicato due libri a Milano, il primo sui temi di Ritorno Solare ed il secondo sull’Oroscopo di Concepimento (Trutina Hermetis). Un terzo suo volume: “L’Equivalente Lunare” è edito in formato elettronico. Nel Maggio 2004 la storica Casa Editrice Federico Capone di Torino ha pubblicato il suo ultimo volume I Ritorni Solari in Astrologia.

Alessandro Guzzi ha inoltre curato le prime traduzioni italiane di tre capolavori del grande Alan Leo, l’astrologo ed occultista inglese della fine dell’800, vicino agli ambienti teosofici ed amico di Annie Besant”.

Tra i personaggi a cui si ispira notiamo – tra i pittori – (passione condivisa con Luca Fumagalli) i Preraffaelliti (Dante Gabriel Rossetti, e John William Waterhouse); l’occultista Alan Leo, l’antroposofo Rudolf Steiner, l’astrologo Dane Rudhyar, al secolo Daniel Chennevière, Carl Gustav Jung e, per l’appunto Georg Trakl, al quale è dedicato parte del libro pubblicato da Radio Spada, poeta incestuoso e cocainomane, morto suicida e, a detta d Radio Spada stesso nel 2014, esoterista. La ‘lieve mancanza di chiarezza’ nel 2014 era ancora oggetto di critica*; nel 2017 invece si dà alle stampe.
Ma forse c’è l’imprimatur di don Mauro Tranquillo…

*P.S.: l’anonimo recensore del 2014 ha poi lasciato Radio Spada e mi autorizza a scrivere che si rammarica di aver recensito il libro in questione e di averlo presentato, assieme a don Mauro Tranquillo, a Roma. Che altri possano seguire, in questo, il suo esempio.
Don Francesco Ricossa

Sullo stesso argomento: http://www.sodalitium.biz/radio-spada-un-parere-e-un-consiglio/

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