Pellegrinaggio a Caravaggio (20 giugno 2026)

Sabato 20 giugno 2026

 Pellegrinaggio regionale

Al Santuario di Caravaggio BG

al Santuario di Santa Maria del Fonte

 

Programma:

  • ore 15,00: appuntamento presso il parcheggio della stazione ferroviaria (via della stazione angolo via Giovanni XXIII), camminata fino al santuario
    (1 km)
  • ore 15,30: ritrovo davanti al Santuario (via Misano, Caravaggio BG). Ci si può trovare direttamente qui.
  • ore 15,45: preghiera del s. Rosario sotto i portici del Santuario a seguire un fervorino del sacerdote.

– Possibilità di confessarsi.

  • ore 17,00 – 18,00: visita in privato del Santuario.
  • ore 19,00: cena “conviviale” presso il “Nuovo ristorante della fonte” (via Misano, di fronte al Santuario); menù concordato € 25. Il ristorante ha il suo parcheggio interno.
  • Bisogna iscriversi al pellegrinaggio presso don Ugolino Giugni.
  • Per la cena al ristorante è necessario prenotare i posti entro il 19 giugno: telefonare o mandare messaggio a don Giugni. (€. 25,00    Menù : Bis di Primi, secondo, contorno, dolce  e bevande alcoliche incluse)

IL MIRACOLO

Dio ricco di misericordia e onnipotente, che con la sua provvidenza tutto soavemente dispone, per quella pietà che non lascia mai privo nessun fedele del suo celeste aiuto un giorno si compiacque di riguardare, soccorrere e perfino onorare il popolo di Caravaggio con l’Apparizione della Vergine Madre di Dio.
L’anno 1432 dalla nascita del Signore, il giorno 26 maggio alle ore cinque della sera, avvenne che una donna di nome Giannetta oriunda del borgo di Caravaggio, di 32 anni d’età, figlia di un certo Pietro Vacchi e sposa di Francesco Varoli, conosciuta da tutti per i suoi virtuosissimi costumi, la sua cristiana pietà, la sua vita sinceramente onesta, si trovava fuori dall’abitato lungo la strada verso Misano, ed era tutta presa dal pensiero di come avrebbe potuto portare a casa i fasci d’erba che lì era venuta a falciare per i suoi animali.
Quand’ecco vide venire dall’alto e sostare proprio vicino a lei, Giannetta, una Signora bellissima e ammirevole, di maestosa statura, di viso leggiadro, di veneranda apparenza e di bellezza indicibile e non mai immaginata, vestita di un abito azzurro e il capo coperto di un velo bianco.

Colpita dall’aspetto così venerando della nobile Signora, stupefatta Giannetta esclamò: Maria Vergine! E la Signora subito a lei: Non temere, figlia, perché sono davvero io. Fermati e inginocchiati in preghiera.

Giannetta ripose: Signora, adesso non ho tempo. I miei giumenti aspettano questa erba. Allora la beatissima Vergine le parlò di nuovo: Adesso fa quello che voglio da te… E così dicendo posò la mano sulla spalla di Giannetta e la fece stare in ginocchio. Riprese: Ascolta bene e tieni a mente, perché voglio che tu riferisca ovunque ti sarà possibile con la tua bocca o faccia dire questo… E con le lacrime agli occhi, che secondo la testimonianza di Giannetta erano, e a lei parvero come oro luccicante, soggiunse: L’altissimo onnipotente mio Figlio intendeva annientare questa terra a causa dell’iniquità degli uomini, perché essi fanno ciò che è male ogni giorno di più, e cadono di peccato in peccato. Ma io per sette anni ho implorato dal mio Figlio misericordia per le loro colpe. Perciò voglio che tu dica a tutti e a ciascuno che digiunino a pane ed acqua ogni venerdì in onore del mio Figlio, e che, dopo il vespro, per devozione a me festeggino ogni sabato. Quella metà giornata devono dedicarla a me per riconoscenza per i molti e grandi favori ottenuti dal Figlio mio per la mia intercessione. La Vergine Signora diceva tutte quelle parole a mani aperte e come afflitta. Giannetta disse: La gente non crederà a me. La clementissima Vergine rispose: Alzati, non temere. Tu riferisci quanto ti ho ordinato. Io confermerò le tue parole con segni così grandi che nessuno dubiterà che tu hai detto la verità. Detto questo, e fatto il segno di croce su Giannetta, scomparve ai suoi occhi.

Tornata immediatamente a Caravaggio, Giannetta riferì tutto quanto aveva visto ed udito. Perciò molti – credendo a lei – cominciarono a visitare quel luogo, e vi trovarono una fonte mai veduta prima da nessuno. A quella fonte si recarono allora alcuni malati, e successivamente in numero sempre crescente, confidando nella potenza di Dio. E si diffuse la notizia che gli ammalati se ne tornavano liberati dalle infermità di cui soffrivano, per l’intercessione e i meriti della gloriosissima Vergine Madre di Dio e Signore nostro Gesù Cristo.

 

IL PERCORSO

Il Santuario di Caravaggio è in provincia di Bergamo

  • Si raggiunge percorrendo la Statale 11 (Milano-Brescia) e la “Rivoltana” (da Milano-Linate fino quasi all’innesto sulla Statale 11).
  • È nelle vicinanze di Treviglio, centro ferroviario per le linee Milano-Bergamo, Milano-Brescia-Venezia.
  • È sulla linea ferroviaria Milano-Treviglio-Cremona.
  • Dalle Autostrade si può raggiungere il Santuario:

•  dall’A35 BreBeMi, uscita Caravaggio, seguire indicazioni Santuario o Santa Maria del Fonte;

• dalla A4 Serenissima, uscita Rovato su Statale 11, direzione Milano per chi viene da Est;

• dalla A4 Serenissima, uscita a Trezzo d’Adda, direzione Cassano – Treviglio per chi viene da Ovest.