Meditazione e Comunione spirituale per la Santa Pasqua

Le ragazzine della Crociata Eucaristica vi augurano una buona Pasqua, e vi propongono una meditazione speciale per questo giorno e delle preghiere per la Comunione spirituale, affinché possiate unirvi di più a Gesù risorto.


 

Pasqua di resurrezione

MEDITAZIONE

I. — Il terzo giorno Gesù Cristo resuscitò da morte, come Egli aveva detto: Resurrexit sicut dixit! Egli risorge per sua propria virtù, non per un tocco miracoloso, né per un nuovo alito di vita, come già altri risorti per opera sua o per opera dei suoi santi. E sorge dalla tomba trionfante; il suo corpo, trafitto da tante ferite, è rivestito di splendore come nel giorno della sua trasfigurazione sul Tabor, le sue piaghe, di cui vorrà serbare le tracce in eterno, risplendono come stigmate del suo trionfo e del suo amore! Acquistate le doti dei corpi gloriosi, egli lascia il sepolcro senza romperne i sigilli, senza muovere la pietra, come più tardi entrerà nel Cenacolo a porte chiuse.

Vuole consolare la Madre, vuole rivedere i discepoli immersi nella tristezza, vuole dire una parola di conforto all’amante Maddalena. Risorge, e intanto la terra trema, e un angelo disceso dal cielo, toglie la pietra del monumento e vi siede sopra: il suo volto splende come la folgore, le sue vesti son bianche come la neve. E le guardie fuggono spaventate! Ammira i prodigi di questo giorno, terribili per i cattivi e consolanti per i buoni, come appunto saranno quelli dell’ultimo giorno: tremendi per i dannati, gloriosi per gli eletti! Soprattutto ferma lo sguardo del tuo cuore sul tuo Gesù risuscitato! Non è più il prigioniero, che viene trascinato di tribunale in tribunale dagli empi della sinagoga e del pretorio; non è più il derelitto, che con tanto tenerezza prega il Padre di allontanare l’amaro calice della sua passione; non è più il condannato a cui si lanciano insulti; non più il lebbroso coperto di piaghe, l’aspetto del quale fa fremere d’orrore; non più il freddo cadavere che una madre desolata vede togliere di croce e porre nel sepolcro! Egli è adesso libero, pieno di giubilo e di trionfo, raggiante di vivida luce ed immortale! Esulta a tale vista e canta con David: “Signore tu hai spezzato i miei lacci, io ti offrirò un sacrificio di eterna lode!” — “Tu non hai dimenticato il tuo giusto nella tomba, non hai voluto che conoscesse la corruzione” — dì coll’Apostolo : “O morte, dov’è dunque la tua vittoria ?” — “Il Cristo risuscitato non muore più, la morte su Lui non ha più nessun impero, perché quello che vive, vive a Dio!”

Unisciti agli angeli, che certo intorno a Gesù risorto avranno ripetuto il canto di Bethleem: “Gloria a Dio nel più alto dei cieli, e pace sulla terra agli uomini di buona volontà”. Ringrazia l’Eterno di aver oggi glorificato il Figlio suo, e ripeti col Profeta, più volte: “Ecco il giorno che ha fatto il Signore: rallegriamoci e abbiamo il cuore pieno di letizia!”

II. – Considera che il mistero della Resurrezione contiene un altissimo insegnamento: la gloria e la gioia immensa di essa sono state acquistate a prezzo delle più grandi sofferenze, come più tardi dirà lo stesso Gesù ai discepoli di Emmaus, e in essi a tutti coloro che si miravigliano della sua passione: “E non era necessario che il Cristo patisse e così entrasse nella sua gloria?” Ed ecco perché risorgendo, Egli conserva le cicatrici gloriose delle sue piaghe sacrosante nelle mani e nei piedi; ecco perchè il suo costato è ancora aperto, e manda dalla ferita un effluvio di luce: sono questi i segni della sua vittoria, e per essi Egli vuole insegnare agli uomini la necessità delle sofferenze e delle prove per giungere alla gloria del cielo! Egli ha salito il Calvario, e tutti dobbiamo percorrere la sua via, se vogliamo giungere allo stesso termine: i soldati devono battere il sentiero del loro condottiero, ed un’anima cristiana non può sperare di giungere alla gloria incorruttibile e all’eterna felicità promessa dal Signore, per la strada, ahimé troppo battuta, delle gioie e dei piaceri mondani. Gesù non ha percorso questa via, dicono le stigmate della sua passione! Ed infatti, la via che conduce alla gloria dell’eternità è l’aspro cammino ancora seminato delle sue orme sanguinose; e solo la croce che Egli ha portato, la croce, su cui è morto, apre le porte del cielo, inesorabilmente chiuse alle anime vili e molli, che rifiutano ogni combattimento!

Guarda le piaghe del tuo Gesù risorto, adorale riverente, e promettiGli di imprimerle “sul tuo cuore e sulle tue carni” quale distintivo della tua fedeltà di discepolo e di figlio amante; ricordando sempre che la divisa di ogni anima cristiana dev’essere questa: “rassegnarsi a soffrire con amore, per vivere eternamente!”. Ascolta poi con riverenza la voce eloquente che da queste piaghe, ora gloriose, proviene e vuole giungere al tuo cuore: esse ti dicono di non dimenticare mai a quale prezzo di sangue venne redenta la tua anima, esse si offrono a te, quale mezzo per ottenere pace, perdono e misericordia presso l’Eterno Padre offeso dalle tue colpe; esse ti chiedono un ricambio di amore e ti invitano a cercare in loro un rifugio, quando infuria la tempesta, quando l’inferno ti fa guerra, quando le passioni ti agitano: in esse troverai un asilo sicuro, in esse imparerai a conoscere l’amore di Gesù per te, in esse il tuo cuore sarà trasformato nel suo! Le mani trafitte e gloriose del Redentore ti daranno forza per combattere per la sua gloria, come Egli combatté per la tua salvezza; i suoi piedi feriti tracceranno per te la via sanguinosa ma sicura che conduce al premio eterno; il suo costato aperto ti darà tutto l’amore del suo cuore, affinché tu sappia riamarlo! E finalmente volgi un pensiero al tabernacolo: Gesù trionfante è in cielo e a te non è dato contemplarlo risorto; ma con fede viva adorarlo sull’altare e rallegrati, poiché Egli viene a te nel Sacramento, e dalle piaghe si diffondono in te altrettante sorgenti di grazia, di luce, di spirituale dolcezza.

III. – Considera che la Resurrezione di Gesù è pure principio ed immagine della nostra giustificazione. Resurrexit propter justificationem nostram! Noi pure dobbiamo spiritualmente risorgere: il peccato è la morte: il peccato è il sepolcro dove la nostra anima prigioniera dorme di un sonno funesto. Il nemico della salute tenta ogni mezzo perché essa non risorga più, ma la voce di Dio penetra fin nella tomba e ci grida: “Lèvati, Lèvati, tu che dormi, togliti fuori dai morti e Cristo ti illuminerà!” Ed alla prima chiamata di questa voce, bisogna subito rispondere, uscendo dal peccato, poiché essa potrebbe tacere per sempre ed allora il nostro sonno sarebbe un’eterna morte! Ma come uscire, come rompere le bende che ci avvolgono? Come sollevare la pietra che ci copre, cioè le vecchie abitudini, la viltà vergognosa della nostra volontà indebolita dal consenso prestato alla colpa?

Abbiamo in nostro aiuto un modello, a nostro conforto una dolce, solenne promessa. La nuova vita di Gesù è l’esemplare sul quale dobbiamo conformare la vita nostra, se vogliamo tenerci lontani dalla colpa e vincere i nostri nemici!

Gesù viene cercato nella tomba dov’era stato deposto: non c’è più. Non est hic: surrexit.

E così l’anima, risorta alla nuova vita spirituale, non deve più trovarsi nelle antiche occasioni di peccato, ma lontana da esse, in luoghi più tranquilli, più salutari, più sicuri dove ella possa camminare con passo fermo verso la mèta.

Il corpo di Gesù risorto non è più soggetto né alla morte né al dolore; penetra ovunque senza resistenza, con la forza misteriosa; percorre ogni distanza colla velocità del pensiero; è focolare di luce eterna che eclissa il sole e fa impallidire gli astri del firmamento. E così l’anima risorta a vita nuova deve divenire immortale, impassabile, sottile, agile, luminosa: guidata infatti dalla prudenza cristiana, sempre cauta, essa fugge ogni pericolo, prevenendo così quelle terribili colpe che spengono la vita della grazia e generano la morte spirituale; sa resistere alle attrattive mondane, che poco prima l’avevano vinta; attraversa coraggiosa quegli ostacoli, che una volta spaventavano la sua vita; capisce di avere sprecato il suo tempo dietro alle creature, e vuol recuperarlo; quindi si volge tutta premurosa verso Dio, e per giungere con maggiore velocità e sicurezza alla mèta, tutta si abbandona all’ispirazione dello Spirito Santo . E non la si riconosce più, tanto è cambiata: orgoglio, egoismo, collera, leggerezza, dissipazione, freddezza spirituale, tutte queste miserie sono diventate umiltà, carità, dolcezza, gravità, mortificazione, fervore; la sua vita,  prima sterile, è ora feconda di opere sante, procede sicura, circondata di fulgida luce: surrexit vere: essa è veramente risolta, con Gesù Cristo “il quale non muore più e vive a Dio!”

Fa che sia tale la tua resurrezione, e ti conforti nel sacrificio e nella lotta la divina promessa, che non può fallire; Gesù Cristo è risorto per te; la divina virtù della sua umanità glorificata radunerà un giorno le tue ceneri disperse, e farà rivivere di un’eterna incorruttibilità la tua carne, prima disciolta dalla morte! Ma adesso questa stessa divina virtù vuole agire sulla tua anima, farla passare dal peccato alla giustizia, e darle la forza di camminare a gran passi “in una santa novità di vita!” – Abbandonati fra le braccia del tuo divino Maestro, oggi glorioso, e per i meriti della sua Resurrezione chiediGli di rinnovare la tua anima, affinché, penetrata della sua luce, vinta la carne ribelle, agile al bene, e interamente immersa all’opera della sua perfezione, essa non viva più che per Lui, come Egli più non vive che per il Padre suo!

 

PREGHIERA PER LA COMUNIONE SPIRITUALE DI PASQUA

Mi affretto, o mio dolce Gesù, a rispondere al tuo invito; vorrei correre alla tua mensa divina a cibarmi del tuo pane immortale per conseguire l’eterna vita! Dal santo tabernacolo Tu ci chiami con voce d’amore: Venite ad me omnes, qui laboratis et onerati estis, et ego reficiam vos (Matteo XI, 28). Ed il tuo dolce invito conforta il misero peccatore! Io pure, commosso dinanzi alla tua immensa carità, e riconoscendomi indegno di partecipare al convito degli angeli rispondo questa mattina alla tua voce e vengo a te! Ti contemplo e Ti adoro nella tua gloriosa Resurrezione, e Ti benedico per aver rotto le catene della mia dura schiavitù. Ti vedo risorto, immortale, raggiante di luce divina, ma non temo perché so che il tuo cuore non è cambiato, conosco la forza e la fedeltà del tuo amore!

So che sei infinitamente Buono, che consoli i peccatori contriti, come mi ricorda il perdono degli apostoli che ti abbandonarono, e di Pietro che ti rinnegò tre volte! Vengo dunque a Te, o mio Gesù, con fiducia e con gioia: mi unisco alle pie donne, mi unisco alla Maddalena che tanto sapesti ricompensare del suo amore, e supplico quelle anime ferventi a supplire alla mia freddezza, col fuoco del loro santo amore! E Tu, o mio Gesù, abbi misericordia di me, concedi la grazia di purificare il mio cuore da ogni mia colpa, perché io possa celebrare la tua Pasqua, e risorgere ad una nuova vita, veramente virtuosa e santa! Vieni in me con la tua Grazia poiché ora non posso cibarmi dell’Agnello Pasquale, anche se lo desidererei tanto!

Accresci nel mio cuore la fede, la speranza, la carità, l’umiltà, la pazienza, l’obbedienza, la devozione e la riverenza verso l’augustissimo Sacramento dell’altare. Fai che io risorga con Te, e più non brami né cerchi alcuna cosa terrena, ma solo sospiri i beni celesti ed eterni. Nella speranza della futura resurrezione, fammi trovare la forza di combattere e di vincere le tue battaglie, mentre sempre terrò fisso lo sguardo su quella croce dove spirasti per amor mio! Sia per me questa santa Pasqua la vera resurrezione dalla colpa alla virtù, perché mi sia dato un giorno di lodarti in eterno con tutti i risorti nella celeste Gerusalemme!

 

RINGRAZIAMENTO:

Ti lodo, Ti benedico e Ti ringrazio glorioso mio Redentore, e con profonda umiltà Ti adoro, qui presente, nel mio povero cuore. Ad ogni palpito, ad ogni respiro, vorrei oggi ripetere cogli angeli: alleluia, alleluia!

Tu sei grande, o mio Signore, e degno di ogni lode: sei buono infinitamente ed infinitamente amabile, ed io oggi Ti contemplo confuso, in tutta la tua luce, in tutta la tua bellezza, in tutta la tua gloria! Sul tuo capo non vedo più spine, ma una corona di fulgido candore; dalla sacra piaga del tuo costato, là dove la lancia crudele recò l’orribile colpo, esce un fiume più vivo del sole; e le ferite delle tue mani e dei tuoi piedi risplendono più che fulgidissime stelle. Tuttavia la tua sacra persona sfavilla di candore e di chiarezza; ed io prostrato dinanzi a Te ti adoro, o diletto dell’anima mia e non so trovare parole per ringraziarti di esserti fatto mio cibo! Tu, o Vergine Maria che per prima godesti le glorie della resurrezione, loda, ringrazia, benedici per me il tuo Gesù!

E Tu, mio buon Gesù, sole vivo, che riscaldi e ravvivi ogni cosa creata: Tu che sorgendo da morte e vincendo le tenebre del peccato facesti risplendere alle nostre anime la speranza della vita eterna, fa che, risorto da morte, vinti gli inganni dei miei nemici, possa cominciare una nuova vita nella tua carità! O mio Gesù, Tu volesti morire per amor nostro su una croce; e il terzo giorno gloriosamente risorgesti, perché anche noi, nelle lacrime amare del nostro esilio, trovassimo un conforto nella speranza delle nostre croci!

Tu fosti tradito, percosso, flagellato, crocifisso per la nostra salute e poi risorgesti perché anche noi un giorno potessimo risorgere con Te; deh! Fa che io viva, secondo i tuoi insegnamenti, affinché nell’ultimo giorno, quando a tutti sarà manifesta la tua gloria, io ne possa parteciparne cogli eletti in eterno!

 

Preghiera a Gesù Risorto

 

Tu non vuoi più che io pianga, o mio Gesù; e la tua umanità glorificata si leva a me dinanzi come il sole di un nuovo mondo, ed invita anche me a partecipare alla gioia del cielo e della terra: “Quegli che io amo era morto, ed ora è risuscitato. Rallegriamoci: Alleluia!”

Mio divin Salvatore! Quanto mi rallegro nel vederti così bello e trionfante dopo i giorni dolorosi della tua passione! Come il valoroso soldato che ritorna dal combattimento, coperto di gloriose ferite, Tu conservi le cicatrici delle tue piaghe, ma esse rendono ancora più splendida la tua sovrumana bellezza, e se così ti mostrerai al divino tuo Padre, rapirai il suo cuore, ed otterrai per Te tutte le glorie, per noi tutte le grazie.

Quanto mi rallegra la gioia dei tuoi angeli, quella della Madre tua, e dei tuoi discepoli, quella delle anime prigioniere, alle quali la tua Resurrezione annuncia oggi l’eterno riscatto: e anch’io canto insieme col cielo e colla terra l’inno dell’amore e della riconoscenza: Alleluia!

Quanto mi sento felice della vittoria da Te riportata su tutti i tuoi nemici! Essi credevano di avere annientato la tua dottrina, la tua legge, le tue opere, la tua missione condannandoti ad una morte infame, chiudendo, quasi a sfida insolente, l’ingresso del tuo sepolcro con una grossa pietra. E invece Tu da loro crocifisso, risorgi e tutto rivive con Te: la verità della fede risplende nella tua carne gloriosa e diventa immutabile come l’eternità; vincitore della morte,

Tu ti mostri veramente il Figlio di Dio, venuto in terra per la nostra salute!

Quanto mi consolano, o mio Gesù, le sante promesse da Te fatte alla mia anima peccatrice!

Tu mi offri la vita colla virtù della tua resurrezione, e vuoi darmi l’immortalità: e io a Te chiedo la grazia della perseveranza nel bene, affinché possa fuggire il peccato e confermarmi nel santo amore di Dio, mia vita nel tempo, mentre aspetto l’eternità del cielo! E mi confortano pure le speranze che la tua Resurrezione lascia alla mia carne inferma: essa muore tutti giorni, ma la morte perde per essa il suo terrore, perché io so che Tu sei risorto “Come primizia di quelli che dormono nella polvere della tomba” e so pure che un giorno la chiamerai a parte della tua gloria.

Grazie, o mio Gesù, grazie delle gioie e delle consolazioni che mi offri nel mistero di questo giorno. Vorrei attestarti la mia riconoscenza amandoti sempre di più, ma deboli sono le mie forze; accresci Tu il mio amore, come oggi si è fortificata la mia fede e confermata la mia speranza! Da mihi fidei, spei et charitas augmentum.

Cinque Pater, Ave, Gloria.

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